PREMIO BARCA DELL’ANNO 2015, i vincitori

PREMIO BARCA DELL’ANNO 2015, i vincitori

Sette categorie in gara per l’atteso appuntamento con il Premio Barca dell’Anno 2015 di Vela e Motore, che quest’anno ha visto arrivare in finale trentacinque imbarcazioni suddivise nelle sezioni Gommone, Natante a Vela, Natante a Motore, Imbarcazione a Motore, Imbarcazione a Vela, Catamarano e Superyacht.

 Palco

Sette categorie in gara per l’atteso appuntamento con il Premio Barca dell’Anno 2015 di Vela e Motore, che quest’anno ha visto arrivare in finale trentacinque imbarcazioni suddivise nelle sezioni Gommone, Natante a Vela, Natante a Motore, Imbarcazione a Motore, Imbarcazione a Vela, Catamarano e Superyacht.

I vincitori per categoria:
Gommone: BWA SPORT 28 GT
Natante a Vela: CORSAIR MARINE PULSE 600
Natante a Motore: BAYLINER VR6
Imbarcazione a Motore: SUNDECK YACHTS 550
Imbarcazione a Vela: BRENTA 80 DC
Catamarano: FOUNTAINE PAJOT 37 MY
Superyacht: CANTIERE DELLE MARCHE DARWIN CLASS 107

CATEGORIA GOMMONI
NOMINATION
BWA SPORT 28 GT
CAPELLI TEMPEST 775
RANIERI CAYMAN 26 SPORT TOURING
SACS S700
ZAR 59 SL

VINCITORE
BWA SPORT 28 GT
MOTIVAZIONE
La categoria dei gommoni, così come quella dei natanti, è molto vasta e spazia dai tender di poco più di 3 metri a piccoli battelli “per iniziare” a navigare fino ai maxirib, veri e propri cabinati con cui si possono affrontare lunghe navigazioni. Completano la categoria le linee professionali, composte da modelli “cattivi” e molto marini, ma poco adatti all’utilizzo diportistico.

La nostra scelta è stata quella di premiare il gommone tipico, quello open, che l’utente medio acquista per andare a fare il bagno con la famiglia e per uscite giornaliere, dotato di tanto spazio per il sole e di una carena che infonde sicurezza e consente di correre sull’acqua.

Il Bwa Sport 28 Gt possiede tutte queste qualità e aggiunge a una notevole cura dei dettagli anche la possibilità di scegliere fra varie personalizzazioni circa colori, tessuto dei tubolari e rifiniture del pagliolo, caratteristica che regala al battello un’identità ben definita distinguendolo dalla massa.

Bene anche il layout, con spazi adeguati e composto da un largo prendisole a prua e da una dinette en plein air a poppa con divano a C. La sezione centrale può essere allestita con una consolle importante, all’interno della quale è ricavato un vano utilizzabile come spogliatoio dove può essere allestito un locale wc, o con una più snella, che lascia più spazio al piano di calpestio.

Azzeccato anche l’abbinamento con i fuoribordo Evinrude G2, i cui colori possono essere scelti in tinta con il gommone, anche se il cantiere non impone alcuna selezione sulla marca dei fuoribordo.
Ritirano il premio William e Maicol Breventani titolari Bwa e Fabrice Boyer, responsabile commerciale.

CATEGORIA NATANTE A VELA
NOMINATION
AZUREE 33C
CORSAIR MARINE PULSE 600
DELPHIA 34
FAREAST 28R
HANSE 315

VINCITORE
CORSAIR MARINE PULSE 600

MOTIVAZIONE
In virtù dei concreti segnali di ripresa il premio per la categoria natanti a vela sottolinea l’importanza di realizzare prodotti che amplino la base degli utenti. Strategiche diventano quindi soluzioni che conciliano prestazioni e divertimento che una imbarcazione a vela può assicurare con l’esigenza di rendere fruibile il mezzo in modo allargato, oltre che gestibile nelle fasi di trasporto e rimessaggio.

Pulse 600 centra dunque questi obiettivi completando, nel segmento di taglia inferiore, la gamma proposta dal cantiere di trimarani concepiti per la vela sportiva, ma supportata da livelli di sicurezza che questa tipologia è in grado di offrire.

Come per le sorelle maggiori, anche il Pulse 600 consente di richiudere con semplici operazioni gli scafi laterali, contenendo così gli ingombri massimi in fase di trasporto, ormeggio, alaggio e potenzialmente di navigazione in acque protette nelle fasi di approdo.

Da soli o in compagnia il mezzo permette di apprezzare l’emozione della navigazione veloce, salvaguardando quel livello minimo di sicurezza e tranquillità di conduzione indispensabile per soddisfare utenti esperti, ma per offrire anche a neofiti opportunità coinvolgenti.

L’efficienza del piano di carena permette inoltre il ricorso all’uso di un piccolo fuoribordo con grandi economie di esercizio e ulteriore ampliamento della versatilità d’uso dell’imbarcazione.

Completa il sistema la presenza innovativa di una piccola tuga smontabile e personalizzabile nei colori che permette di allestire la barca con un vano storage protetto sottocoperta o, viceversa, di consentire una configurazione più sportiva orientata alle performance.

Dal punto di vista tecnico-costruttivo la realizzazione di un carbon-ring frame sotto il piede d’albero e in corrispondenza dell’attacco della traversa di prua permette di razionalizzare la costruzione ottenendo leggerezza all’insieme e garantendo accessibilità allo spazio protetto. Nella direzione di una semplificazione fruitiva da segnalare anche l’adozione di una soluzione di rolling furler boom.
Ritira il premio Vanni Gori di Multiscafi, importatore Corsair Marine

 CATEGORIA NATANTE A MOTORE

NOMINATION
BAVARIA SPORT 330 HT
BAYLINER VR6
FRAUSCHER 747 MIRAGE AIR
INVICTUS 280 TT
QUICKSILVER 755 SUNDECK

VINCITORE
BAYLINER VR6

MOTIVAZIONE
Poche sono le categorie del Premio Barca dell’anno Vela e Motore così disomogenee come quella dei “natanti a motore”, categoria, classe di imbarcazioni tipicamente italiana e legata a problemi di carattere fiscale-normativo e non prettamente merceologico-tecnico.

Troviamo quindi nello stesso gruppo imbarcazioni spesso molto lontane come tipologia, ma soprattutto come range di costi. Bellissimi, comodi lussuosi cabinati, imbarcazioni sportive spesso avveniristiche e iper motorizzate, ma anche piccole modelli a metà strada tra il tender e la lancetta a motore. E le vie di mezzo…

Quest’anno siamo partiti da Cannes, per cercare di individuare il Natante a Motore dell’anno. La scelta dopo lungo girare, visitare, confrontare, si è orientata su un “natante vero”, o almeno quello che secondo noi maggiormente si avvicina allo “spirito” del termine natante.
Una barca relativamente piccola, ma molto versatile, ricca di soluzioni ingegnose per migliorare la convivialità e la vivibilità a bordo. Ci è piaciuta più per la praticità e la sostanza che per un colpo di fulmine. Un buon “natante” multifunzione e non inutilmente pieno di orpelli.

Lo scafo: una bella, sana carena tradizionale fino a poco sopra il galleggiamento, caratterizzata da una prua larga ed asciutta.

Sono barche per andare a fare il bagno in sicurezza, e per navigare sottocosta. Quindi il giusto compromesso per minimizzare i consumi e navigare in sicurezza.

La motorizzazione base (entrofuoribordo da 200 cv – Mercruiser 4.5L 200 hp MPI con piede Alpha 1) permette a Bayliner di uscire sul mercato con un prezzo competitivo in relazione alla buona qualità del prodotto.

C’è un bel vano di stivaggio, utilizzabile anche come micro locale wc, abbastanza raro in questa categoria. Belli gli abbinamenti di colori scafo-carena, da cambiare invece le dimensioni delle bitte – piccole anche per cime di ormeggi volanti. Ma sono peccati veniali ai quali l’importatore porrà rimedio.
Ritirano il premio Pietro Vassena titolare di Lepanto Marine importatore Bayliner e Alexis Flechier sales and product porfolio planning director di Bayliner

 CATEGORIA IMBARCAZIONE A VELA

NOMINATION
BRENTA 80 DC
DUFOUR 460 GRAND LARGE
GRAND SOLEIL GS 46 LC
ICE YACHTS 52
SOLARIS 50

VINCITORE
BRENTA 80 DC

MOTIVAZIONE
In un periodo in cui la contrazione del mercato ha indotto progettisti e cantieri a porre una forte attenzione alla qualità del prodotto, ma anche, per soddisfare esigenze commerciali, una certa omologazione formale e stilistica, Brenta 80 apre una strada diversa e coraggiosa grazie a un processo progettuale colto e raffinato che diviene al tempo stesso strumento di comunicazione di valori espressivi e di contenuto.

Un prodotto di ricerca e sperimentazione progettuale con un livello alto di coerenza nella declinazione ai diversi passaggi di scala.

Sul piano tipologico ripropone una felice rivisitazione della configurazione a pozzetto centrale che permette un’organizzazione equilibrata sia del ponte di coperta sia degli altri spazi funzionali.

Tale configurazione si presta infatti a conferire sottocoperta un efficace livello di separazione funzionale che permette un’armatoriale con accesso indipendente salvaguardando al tempo stesso la dimensione degli spazi conviviali, non solo nel pozzetto e nelle zone prendisole esterne, ma anche nel quadrato e nelle cabine ospiti.

Buono il controllo della luce naturale gestito in modo equilibrato ed efficace senza compromettere l’estetica dello scafo con invasive aperture incontrollate. In questo, il ricorso a un ponte ribassato che accompagna la tuga parzialmente schermata dall’accennata impavesata contribuisce a dare carattere distintivo ed elegante al profilo.

Se mai fosse servita conferma, la mano di David Chipperfield ha lasciato negli interni segni chiari di grande consapevolezza nell’uso degli elementi compositivi e dei materiali. Maestria nel controllo delle venature delle essenze utilizzate nei paglioli, negli arredi e nei rivestimenti, altrettanto elevata cura nell’abbinamento delle pelli ai legni e alle cromie gentili di laccati e tessuti. Uso sapiente di citazioni e riferimenti simbolici nella conformazione degli elementi tecnico-funzionali e nella scelta dei complementi d’arredo.

All’altezza della situazione il cantiere Schimdt che risolve in modo funzionale l’interazione tra le diverse quote dei ponti con una giunzione efficace dell’insieme scafo coperta, ma che supporta anche secondo le aspettative l’esecuzione di livello sia del composito che degli interni. Il risultato sembra essere ben più di una brezza fresca.
Ritira il premio Michael Schimdt, titolare del cantiere Schimdt Yachtbau

CATEGORIA IMBARCAZIONE A MOTORE
NOMINATION
AZIMUT 72 FLY
EVO 43
FERRETTI YACHTS 550
PRESTIGE 680
SUNDECK YACHTS 550

VINCITORE
SUNDECK YACHTS 550

MOTIVAZIONE
Una navetta studiata nel dettaglio da chi conosce e naviga per mare. Il Sundeck 550 raccoglie soluzioni valide e idee vincenti in uno scafo di 17 metri dall’estetica curata, con una carena versatile alle differenti esigenze di velocità. Le linee estetiche da trawler sono dettate dalla funzione primaria di marinità: imponente prua verticale, murate alte, basso bordo poppiero.
Lo Studio di Maurizio Zuccheri ha realizzato una barca conviviale da poppa fino alla console di guida con un’estetica frazionata, che ben integra le ampie finestrature.
Gli interni in teak sono molto voluminosi, grazie alla significativa larghezza di 5 metri: modulabili e studiati per offrire fino a quattro cabine ospiti più quella del marinaio, opzionale. Resta tuttavia abbondante spazio per lo stoccaggio o per due lavatrici, come una barca da viaggio.
Un mezzo maturo, pratico con soluzioni semplici, come la divisione della zona della presa di banchina, dall’imbarco acqua, funzionale con i tendalini o il drenaggio dell’acqua di coperta.
Un trawler moderno che ben rappresenta il Made in Italy con prestazioni interessanti e con uno stabilizzatore per l’extra comfort.
Realizzato in infusione raggiunge velocità di crociera da 12 a 20 nodi in regime dislocante o planante, dai consumi contenuti, con due motori da 570 cv.
Coniugare fascino, sicurezza, spazi e buone capacità di navigazione fanno del Sundeck 550 una navetta completa per un settore che ha visto molte novità in questo ultimo periodo.
Ritira il premio Angelo Casartelli, fondatore del cantiere.

CATEGORIA MULTISCAFI
NOMINATION
BALI CATAMARANS 4.3 MY
COMET CAT 37
FOUNTAINE PAJOT 37 MY
LEOPARD 40
OVERBLUE 44

VINCITORE
FOUNTAINE PAJOT 37 MY

MOTIVAZIONE
Uno yacht che introduce la nuova generazione di multiscafi a motore, con architettura navale originale, disegnata quindi ad hoc e non mutuata direttamente dai più diffusi catamarani a vela, come solitamente accade.

Ne risultano spazi interni ancora più ampi e uno sfruttamento efficace dei volumi disponibili, sia sopra sia sottocoperta. Cavalcando le qualità intrinseche di un’architettura a catamarano, il cantiere francese è riuscito ad enfatizzare volumi e vivibilità tanto all’interno della deck house quanto nei due scafi in cui possono trovare posto da tre fino a quattro cabine doppie e due bagni.

Gli spazi esterni si completano con un fly bridge capace di accogliere comodamente tutti gli ospiti in un unico quadrato e una zona prodiera attrezzata a cui si accede da larghi passavanti.

Sotto la promessa, mantenuta, di qualità nautiche eccellenti, sia in termini di comfort in navigazione sia in termini di un ottimo rapporto fra velocità di crociera e consumi di carburante, il Fountaine Pajot 37 rappresenta in modo coerente una realizzazione matura tanto a livello di contenuti, quanto per tutto ciò che concerne costruzione e progetto.

È un mezzo capace di attirare velisti alla ricerca di comfort senza sacrifici e armatori di yacht a motore che vogliono godersi una navigazione dolce e priva di scossoni. Il tutto senza sacrificare le prestazioni: il 37 MY può infatti superare i venti nodi di velocità massima.

L’utilizzo negli spazi interni di materiali diversi, che spaziano dalle essenze di legni scuri a pannellature laccate, unite ad ampie finestrature anche a murata, completano ambienti coperti estremamente luminosi ed accoglienti, dove la vista sul mare è sempre garantita.

Il risultato è quindi un oggetto convincente dove, ad una ricerca estetica efficace, si uniscono doti di comfort ed eleganza che non fanno sentire la mancanza di ulteriori spazi vivibili, risultato non così facilmente ottenibile su uno yacht di soli undici metri di lunghezza.
Ritira il premio Domenico Furci di Fountaine Pajot Italia

CATEGORIA SUPERYACHT
NOMINATION
BALTIC 116’ DORYAN
CANTIERE DELLE MARCHE DARWIN CLASS 107
CRN ATLANTE 55 M
SANLORENZO 460 EXP
TANKOA YACHTS S693 SUERTE

VINCITORE
CANTIERE DELLE MARCHE DARWIN CLASS 107

MOTIVAZIONE
È sotto gli occhi di tutti come il momento che viviamo nel settore delle grandi barche sia di notevole vivacità. I cantieri sono tornati a investire tanta energia nella ricerca e nella qualità e il mercato li sta premiando portando verso il Made in Italy una clientela sempre più esigente e preparata.

Cantiere delle Marche è una realtà tra le più giovani nel panorama dei grandi yacht ma, come è comprensibile, è sostenuta dalla passione di una dirigenza di grande e datata esperienza nel settore. La breve storia di questo brand è sorprendente in quanto è riuscito a imporsi in un comparto che, pur in forte crescita, lo ha portato a confrontarsi con competitor importanti che stanno proponendo yacht di caratteristiche eccellenti, ricchi di soluzioni nuove e molto interessanti. Ciò che dà ancor maggior risalto ai risultati di CDM è che la fascia dimensionale scelta per giocare questa partita è certamente non facile, quella dei 100’.

La sfida è impegnativa in quanto “l’armatore tipo” di un explorer di questa dimensione pretende le qualità marine e di comfort del grande yacht condensate in una barca compatta, affidabile, capace di grande autonomia, di semplice gestione e, nell’ambito della sua classe, con costi di esercizio contenuti. Rubando l’aforisma commerciale a un famoso cantiere nordeuropeo potremmo definire le migliori realizzazioni di queste caratteristiche dei veri POCKET SUPERYACHTS.

Visitando il Darwin 107, dopo averne apprezzato l’equilibrio nella disposizione dei volumi esterni, l’accoglienza degli interni e le scelte che semplificano e rendono gradevole la vita a bordo per lunghi periodi, si percepisce concretamente la capacità di razionalizzare e rendere facilmente accessibile una macchina complessa quale è una nave da diporto: l’ordine che si respira nei reparti tecnici, nelle zone di manovra e la linearità dei sistemi danno una sensazione di professionalità e sicurezza che stimola a osare mete fuori dall’ordinario.

In conclusione, il metodo adottato da CDM per offrire uno yacht accattivante e che si è dimostrato vincente pare banale, ma non lo è: applicare il concetto di semplicità ad ogni possibile soluzione e noi crediamo che questo sia uno dei maggiori pregi di questa nave.
Ritira il premio ENNIO CECCHINI, amministratore delegato di Cantiere delle Marche

E’ in edicola Barche da Sogno Autunno 2015

Si “salpa” con Wisp del cantiere olandese Royal Huisman, protagonista della copertina. Un affascinante sloop di 48 metri con performance inusuali per yacht classici. Un progetto nato sul tavolo da disegno di Hoek Design e Rhoades Young Design per gli interni.

 

Dall’Olanda all’Italia dove Baglietto festeggia i 160 anni con l’ammiraglia di 46 metri, prima della nuova linea dislocante disegnata da Francesco Paszkowski Design.

Ancora un gioiello del made in Italy proposto dal cantiere CRN, Saramour . Nato per lunghe navigazioni, il 61 metri ha un look elegante, contenuti fuori scala e uno stile che guarda il domani.

Con l’italiano Southern Wind saliamo a bordo di Farfalla, terzo esemplare della “mini serie” da 102 piedi con 477 metri quadri di superficie velica. L’opera è a cura di Farr Yacht Design e Nauta Design.

 

Non poteva mancare uno yacht “griffato” Benetti che presenta Illusion V, un 58 metri su quattro ponti con tema dominante del décor la rosa.

Ancora un gioiello del made in Italy, varato da Cantiere delle Marche. Si chiama Yolo, un explorer di 26 metri in alluminio primo della nuova gamma Nauta Air per affrontare il mare in sicurezza, autonomia e massimo comfort.

L’itinerario di Barche da Sogno continua a bordo di Grace E, il 73 metri della linea Vitruvius del cantiere Picchiotti spinto da propulsori azimutali elettrici che svetta per silenziosità e assenza di vibrazioni.

Infine, ma non è tutto, non poteva mancare l’ultimo gioiello dell’italiano Overmarine, il Mangusta 165 E, vincitore del Premio Barca dell’Anno 2014. Un maxi open di 50 metri nato per sfrecciare a 40 nodi.

 

Barche da Sogno è una pubblicazione Edisport Editoriale S.p.A.barchedasognoautunno15

E’ in edicola Barche da Sogno Autunno 2014

copertina bds 2014In vendita in tutto il mondo, Barche da Sogno (edizione italiano-inglese), l’appuntamento annuale con il meglio dell’universo dei megayacht.

La navigazione inizia a bordo di Panthera del cantiere italiano Benetti. Un affascinante yacht a motore di 47 metri in grado di raggiungere 24 nodi di velocità massima garantendo grande comfort ai dieci ospiti assistiti da un equipaggio di nove persone.

Dall’Italia alla Germania dove Lürssen propone il motoryacht Solandge. Un sei ponti imponente su 85 metri di lunghezza per 13,80 di larghezza e con una scenografia interna all’insegna dell’opulenza più sfrenata.

Ancora un gioiello del made in Italy proposto dal cantiere Overmarine, il Mangusta 110 che con i suoi 34 metri di lunghezza tocca 33 nodi di punta mantenendo la massima stabilità in ogni condizione meteo.

Saliamo a bordo di Chopi Chopi di CRN del Gruppo Ferretti, una vera signora dei mari. Ottanta metri, un inno all’eccellenza italiana per l’ammiraglia del cantiere, vincitrice del premio Super yacht dell’Anno di Vela e Motore.

Un tuffo nel passato con Red, uno yacht a motore di 24 metri tutto mogano e quercia, costruito e varato in Scozia nel 1947 e pensato per lunghe permanenze in navigazione.

Non poteva mancare il Sanlorenzo SL118 che, con un’anima di carbonio, è l’ammiraglia della flotta SL. La carena planante permette di navigare tra 12 e 24 nodi con autonomie di oltre 1.800 miglia.

Ancora un gioiello del made in Italy, l’ammiraglia dei cantieri Riva, il Mythos 122’ che con le sue 35 tonnellate di alluminio e 37 metri di lunghezza è pronta a diventare una leggenda dei mari di tutto il mondo.

L’itinerario di Barche da Sogno continua a bordo del Codecasa 42. Un 42 metri su tre ponti più il sundeck che dà il meglio di sé sulle lunghe distanze. Le linee senza tempo, i volumi interni e le certificazioni ottenute i suoi punti di forza.

Infine, ma non è tutto, non poteva mancare l’ultima creatura del cantiere Columbus Yacht, il 40S Hybrid. Progettato da Sergio Cutolo garantisce un ridotto impatto ambientale. Il sistema ibrido affianca ai motori principali due elettrici per un notevole abbassamento del consumo di carburante, dei costi di manutenzione e delle emissioni.

E’ in edicola Barche da Sogno Autunno 2013

E' in edicola il nuovo numero di Barche da Sogno

In vendita in tutto il mondo, Barche da Sogno (edizione italiano-inglese), l’appuntamento annuale con il meglio dell’universo dei megayacht.

Si “salpa” con Kamaxitha del cantiere olandese Royal Huisman, protagonista della copertina. Un affascinante ketch di 55 metri dove il gusto marinaro classico si sposa con la più avanzata tecnologia e prestazioni esaltanti.

Dall’Olanda all’Italia dove CRN propone il motoryacht J’Ade. Sessanta metri di forte identità e ampi spazi aperti che creano profondità insolite. Oltre a una novità assoluta: il garage allagabile per alare e varare il tender.

Ancora un gioiello del made in Italy proposto dal cantiere Overmarine, il Mangusta 130, un maxi open di 40 metri dotato di una cavalleria “robusta”, una linea filante e un cuore raffinato, perfetta sintesi dei desideri dell’armatore.

Con il tedesco Lürssen saliamo a bordo di Lady Kathryn, una vera signora dei mari. Austera e gentile nei suoi 61 metri sviluppati su sei ponti è stato pensato per lunghe permanenze in navigazione.

Non poteva mancare Wally Ace, una navetta di 26 metri, che si allontana dai canoni tradizionali, con uno stile personale e raffinato, dove lusso e funzionalità convivono senza forzature. Wally Ace ha vinto il Premio Barca dell’Anno 2012 della rivista Vela e Motore.

Ancora un gioiello del made in Italy, l’ammiraglia VSY di Viareggio, Stella Maris di 72 metri di lunghezza, un superyacht green. Al centro: avanguardia tecnologica, eccellenza artigianale nel massimo rispetto dell’ambiente.

L’itinerario di Barche da Sogno continua a bordo di Lyana (60 metri) dall’inconfondibile Benetti style. Il primo costruttore al mondo di megayacht che quest’anno festeggia 140 anni, e che torna a stupire con la raffinatezza di questo yacht che esprime il massimo nella suite armatoriale dotata di lucernario.

Infine, ma non è tutto, non poteva mancare l’ultimo gioiello del cantiere italiano Southern Wind, specializzato nella costruzione di yacht a vela, Almagores II di 31 metri. Veloce e dedicato a lunghe navigazione, dalle linee pure ed eleganti, è costruito allo stato dell’arte e pensato per resistere alle mode.

Barche da Sogno è una pubblicazione Edisport Editoriale

www.velaemotore.it

E’ in edicola Barche da Sogno – Autunno 2012

In vendita in tutto il mondo, Barche da Sogno (edizione italiano-inglese), l’appuntamento annuale con il meglio dell’universo dei megayacht.

Si “salpa” con Liberty del cantiere italiano ISA, un sofisticato motoryacht di 50 metri dislocante, che del mare fa la sua musa ispiratrice. Il tributo sta tutto nell’interior design firmato da Maria Stefania Biondo dalla Casapiccola.

Dal cantiere Perini Navi, arriva la decima unità dei 56 metri Semper Fidelis che sfrutta un piano velico a ketch per una superficie velica totale di 1.500 metri quadrati. Ron Holland firma l’architettura navale.

Con Mondo Marine saliamo a bordo di Alexander Again. Con i suoi quasi 50 metri di comfort è stato pensato per lunghe permanenze in mare. A bordo domina un’eleganza maestosa che gioca sui contrasti naturali tra buio e luce.

Non poteva mancare il primo super maxi yacht prodotto da Comar (30,86 metri), un fast cruiser dalle elevate qualità nautiche con interni con quattro cabine ospiti e tre per l’equipaggio.

Ancora un gioiello del made in Italy proposto da CRN Darlings Danama, un megayacht dislocante di 60 metri in acciaio e alluminio, dove uno stile minimal ingentilito da tocchi di art déco dà vita a un’eleganza fatta di purezza.

La precisione olandese trionfa a bordo di Aurelia dei cantieri Heesen. Uno scafo supersportivo costruito in alluminio che sfreccia a 30 nodi spinto da due Mtu da 3.700 cavalli. Un omaggio alle auto sportive che non risparmia piccoli e grandi dettagli.

Per un tuffo nello yachting più classico Benetti propone il suo Vision 145. Costruito in composito è uno dei modelli centrali per taglia e importanza. Le scelte stilistiche rispondono a un unico fine: far sognare.

Infine, non poteva mancare Hetairos, costruito da Baltic Yachts  interamente con fibre di carbonio, dallo scafo ai dettagli più piccoli degli interni. Il nuovo gioiello del cantiere finlandese conserva tutto il suo fascino di uno scafo senza tempo